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Giotto e i giotteschi

Sotto la Signoria dei Carraresi, Padova vede la nascita di cicli d'affreschi di altissimo valore

Il maestro di Bondone, Giotto, fu a Padova nei primi decenni del Trecento, impegnato nell'affrescare la Cappella degli Scrovegni, la testimonianza più alta della sua arte. Il ciclo di affreschi commissionato da Enrico Scrovegni costituì per le nuove generazioni fonte di ispirazione, e ne improntò il linguaggio pittorico per almeno un secolo.

Si apre per Padova un periodo culturale ed artistico tra i più stimolanti ed originali, contrassegnato da uno stretto legame con la cultura toscana. A Padova sono spesso ospiti dei signori della città, I Carrara, numerosi artisti, uomini di cultura, tra i quali Francesco Petrarca. In un secolo, Padova si arricchisce di uno straordinario patrimonio: una serie di cicli affrescati che si sviluppano sulle pareti degli edifici più importanti della Città: storie di Santi, di Vangeli, di Cristo e Maria, del Nuovo e Vecchio Testamento, dell’Apocalisse e del Giudizio Universale. Fra questi emergono i capolavori di:

  • Guariento
  • Altichiero
  • Giusto de' Menabuoi

La “favola” del Medioevo si snoda tra i colori intensi e luminosi di Guariento, quelli leggeri e raffinati di Giusto, quelli gotici e cristallini di Altichiero evolvendosi, mutando configurazione spaziale: la composizione si fa sempre più prospettica, il realismo più evidente, le figure da trascendenti diventano terrene; il loro dramma ci coinvolge perché ci è più vicino, perché l’ascesi ha lasciato il posto ad una nuova spiritualità. Con Mantegna, che agli Eremitani inaugura la nuova Rinascenza, il Medioevo è ormai finito