AREA ARCHEOLOGICA SANTA MARIA DI QUARTA

AREA ARCHEOLOGICA SANTA MARIA DI QUARTA

Le murature dell’antica chiesa di S. Maria di Quarta (sec. IX) s’innalzano solitarie, costituite ormai solo da una porzione di abside esagonale; si tratta di uno dei siti più antichi studiati sinora. In attesa di uno scavo attento e preciso, capace di risolvere i numerosi quesiti sollevati dal ritrovamento di un’iscrizione e di frammenti fittili (mattoni, embrici, vasi ed anfore) del I secolo d.C., resta la certezza dell’importanza storica di questi resti, evidenziata anche da una specifica pubblicazione realizzata grazie al contributo di vari ricercatori. La vasta corte di Quarto, con una chiesa dedicata a S. Maria, ricordata in una pergamena bresciana del 17 novembre 878, doveva comprendere gran parte dell’attuale territorio di Selvazzano Fuori, ossia l’area alla sinistra idrografica del Bacchiglione. Molto più tardi un piccolo cenobio nel priorato di S. Maria di Quarto è citato come beneficiario di 60 soldi nel testamento del signore Leonardo da Selvazzano dell’8 dicembre 1220. Sorto nel secondo decennio del XIII secolo e dipendente dall’autorità vescovile, tra il 1239 e il 1259 entrò a far parte dell’Ordo Sancti Benedicti de Padua inizialmente guidato dal priore di S. Benedetto di Padova, Giordano Forzatè. Nel corso del XIV secolo guerre, scorrerie lungo il Bacchiglione, epidemie e alluvioni portarono allo spopolamento del cenobio e all’abbandono dell’edificio religioso che iniziò un lento ed inarrestabile degrado. Nel 1513 l’area e le proprietà fondiarie vennero accorpate al monastero femminile di S. Giorgio di Padova dopo essere state “commenda” della famiglia veneziana dei Malipiero e, successivamente, di Timoteo Mussato. Le monache padovane mantennero la gestione dei fondi agricoli fino al 1806. Attorno al complesso monastico nei secoli XIII – XIV si sviluppò e prese coscienza anche la comunità civile, dando vita al comune rurale di Quarta, cancellato solo nel 1810 in seguito al riordino territoriale-amministrativo imposto alle province Venete. 

@Photo credits: Archivio Comune di Selvazzano Dentro

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