Villa Molin

Villa Molin

La villa fu commissionata nel 1597 dall'ambasciatore veneziano Nicolò Molin e realizzata da Vincenzo Scamozzi.
Ha una pianta centrale quadrata con un pronao con colonne ioniche sul lato canale, che chiaramente richiama la Rotonda del Palladio. Nella guerra 1915-18 la villa fu usata dagli alti comandi militari e fu sede dei negoziati che precedettero l'armistizio di Villa Giusti (3-11-1918) che pose fine alla guerra.

"L’illustrissimo signor Niccolò Molino Cavaliere, fabbricò secondo questi nostri disegni ad un luogo detto la Mandria… L’aspetto della fabbrica guarda a Sirocco: dinanzi le passa la strada maestra e corre il Bacchiglione, fiume molto navigabile" (Vincenzo Scamozzi, da L’Idea dell’Architettura Universale).

Situata tra Padova e i colli Euganei, villa Molin si affaccia sulle acque del Bacchiglione, mostrandosi in tutta la sua magnificenza, perfettamente fedele al progetto di Scamozzi.
La villa fu edificata nel 1597 per Niccolò Molin, Savio di Terraferma, ambasciatore della Serenissima presso la corte d'Inghilterra, marito della figlia del doge Alvise Grimani. 
I patrizi veneziani gareggiavano tra loro con la costruzione delle sontuose residenze, quindi, quando Niccolò Molin, importante uomo politico, decise di costruire una villa di campagna per rendere omaggio alla propria famiglia chiamò il più prestigioso architetto del suo tempo a Venezia: Vincenzo Scamozzi, allora proto della Repubblica e autore delle Procuratie Nuove in piazza San Marco.
La mano sapiente ed esperta del suo progettista, ha disegnato volumi nitidi ed eleganti ed una planimetria dalla straordinaria coerenza geometrica, basata sul quadrato che determina sia la forma della villa che della sala centrale.

La decisione di coinvolgere Scamozzi e la rappresentatività degli esiti ricercati, che rendono la residenza simile alle case degli antichi, testimoniano la volontà di elevarsi al più alto livello della scala sociale e di fondervi soluzioni delle architetture di villa con altre consuete nella dimensione urbana.

Alcune tra le più importanti famiglie nobili di Padova, nei secoli, tramite matrimoni e passaggi di proprietà risiedettero nella villa.
Dopo i Molin la villa passò ai Capodilista poi ai Conti nel 1672.
A loro si devono gli splendidi affreschi del salone centrale, come testimoniano gli scudi presenti nella volta.
Il salone, di eccezionale altezza è interamente decorato con finte architetture e scene di festa creando un insieme di grandiosità che avvolge completamente il visitatore e ricorda le aule termali studiate in gioventù da Scamozzi.
Nel 1772 la famiglia Capodilista riacquistò la villa e realizzò i bellissimi stucchi neoclassici delle sale al piano primo.

Tramite passaggi di proprietà e matrimoni passò ai Dondi dell'Orologio.

Nel 1918 fu sede di alcuni incontri che portarono all'armistizio firmato il 3 novembre presso la vicina villa Giusti.
Nel 1955 fu acquistata dall'industriale Igino Kofler, che realizzò importanti interventi di ripristino che riportarono la villa al suo antico splendore.

La villa ha suscitato l’interesse e l’ammirazione di importanti studiosi e architetti nei secoli: Inigo Jones dichiara infatti di prendere spunto da villa Molin per le colonne poggianti sul pavimento della loggia della Queen’s House di Londra, senza piedistallo “come ho fatto a Greenwich, nella loggia verso il parco, e come ho visto a Ponte della Cagnia vicino a Padova in una villa del Clarissimo Molin”. 

Ville Castelli Piazze e Giardini Storici
Villa Molin
via Ponte della Cagna, 106
35142   Padova   (PD)  
Tel: 333 2557510


Note visite: 
La villa è perfettamente conservata e arredata in tutte le stanze. Le visite guidate, su appuntamento, possono essere effettuate sia in italiano che in inglese.