Monumento ad Antenore

Monumento ad Antenore

Con questi versi Virgilio canonizza definitivamente la leggenda di Antenore, alludendo anche alla seportura dell'eroe troiano nella città da lui fondata, Padova.

Questa tradizione riprese vigore quando nel 1274 emerse, durante i lavori per la costruzione di un ospizio per trovatelli un'arca marmorea contente una duplice bara di cipresso e di piombo che un'epigrafe metrica su lamina bronzea indicava appartenente al mitico fondatore della città.

Il giudice, poeta, preumanista, Lovato dei Lovati, promotore dei lavori, ritenne pertanto di essersi fortunatamente imbattuto nelle preziose spoglie del principe troiano tanto che propose di collocare il sarcofago a ridosso della Chiesa di s. Lorenzo, davanti alla sua stessa abitazione.

La cerimonia avvenne in forma solenne circa 10 anni dopo quando le spoglie rinvenute furono sistemate all'interno dell'edicola, che ancora oggi possiamo ammirare nel centro cittadino.

Nel 1334 Alberto della Scala fece riaprire l'arca e in questa occasione sarebbe stata trovata una spada d'oro che il popolo padovano avrebbe ceduto ad Alberto Scaligero.

Nel 1995 il Comune di Padova durante alcuni lavori di restauro del complesso monumentale comprendente l'Arca di Antenore e la Tomba di Lovato de Lovati individuò un tassesso rettandolare di cm. 20x58,5, perfettamente squadrato e nascosto da uno strato di unto accumulatosi negli anni. Attraverso questo tassesso si potè intravvedere all'interno del sarcofago una cassa di legno, il cui coperchio era stato chiaramente divelto e gettato da un lato.

Dentro la cassa giaceva uno scheletro incompleto. Il teschio si trovava al di fuori della cassa e presentava un impressionante foro sulla fronte, sicuramente provocato da arma da taglio mentre il foro occipitale sembrava essere stato allargato meccanicamente. Presenti anche un femore di altro soggetto, ossa femminili, un frammento di faccia fetale, un piccolo resto di fauna.

Un frammento osseo fu inviato a Tuxon in Arizona per l'esame al carbonio, dal quale è risultato che le spoglie appartengono ad un uomo vissuto tra il III ed il IV secolo d.C.
Tale dato porta ad escludere per sempre che le ossa contenute nel sarcofago possano essere di Antenore.

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Padova