In esposizione le opere dedicate da Elisabetta Susani al Völklingen Hütte, colossale impianto siderurgico, l’unico interamente conservato al mondo, primo esempio di archeologia industriale ad essere ammesso come Patrimonio Mondiale dell’umanità dall’Unesco.
Fondato nel 1873 nella storica regione mineraria del bacino della Saar, nel periodo del suo massimo ‘splendore’, gli anni Sessanta, impiegò fino a 17.000 lavoratori. Durante la seconda guerra mondiale, fu teatro di vicende storiche oltremodo drammatiche: oltre 12.000 Zwangsarbeiter, uomini, donne e bambini, vi furono sottoposti a lavoro forzato, in condizioni infernali. É stato accertato che almeno 60 bambini persero la vita all’interno dello stabilimento.
L’indagine visiva dell’artista, realizzata nel 2017, esplora la metamorfosi di questo illustre prodotto della prima età della macchina, da luogo di produzione e sfruttamento operaio a gettonata destinazione turistica.
Interrogandosi sul significato profondo di questa trasformazione, si configura come una caleidoscopica meditazione sulla dialettica tra memoria e rappresentazione.
I tableaux esposti sono calibrati “infingimenti” che cavalcano l’apologia estetizzante del sito, ispirata a una lucida fascinazione per la rovina industriale, di matrice piranesiana, ove “ad evocare i destini inaccettabili dell’umanità asservita, intrappolata in quella ferraglia, non restano che sparuti spettri sbiaditi”.
Proponendo una narrazione immaginifica, l’artista evoca deliberatamente la visione cinematografica che si offre ai turisti al crepuscolo, coinvolgendoci nel processo di spettacolarizzazione di un documento storico, paradigmatico della giocattolizzazione del reale e dell’ideologia della tecnica, che “ci obnubila e anestetizza”.
Intellettuale indipendente e artista poliedrica, Elisabetta Susani ha sviluppato un percorso originale che intreccia ricerca visiva, responsabilità etica ed estetica e riflessione teorica.
Il suo sguardo interroga qui i processi di monumentalizzazione e musealizzazione della memoria collettiva, le trasformazioni del paesaggio e le contraddizioni della modernità, in un dialogo costante tra arte e pensiero critico. Tra i suoi progetti recenti: “Quotidiana Apocalisse” (Firenze, 2024) e “The Wall” (Pisa, 2023).
INFORMAZIONI
orari: da lunedì a domenica, dalle 09:00 alle 19:00
Terrazza 35 del Centro Culturale Altinate/San Gaetano
Ingresso libero
www.nowherebyes.com