Seconda edizione di OPSA in Prato dal 20 al 23 giugno: villaggio gastronomico, musica e sport per parlare di inclusione!
Lo scorso anno portare una struttura sociosanitaria dedicata alle fragilità, e tutto ciò che essa rappresenta, nella piazza più bella della città per offrire il trittico buon cibo-intrattenimento-riflessione, era stata una scommessa. Quest’anno, con rinnovato entusiasmo e con una collaborazione ancora più stretta con il Comune di Padova, l’Opera della Provvidenza S. Antonio ripete l’esperienza: da venerdì 20 a lunedì 23 giugno torna OPSA in Prato, con un villaggio gastronomico particolarmente dedicato al pesce e ai bigoli come piatto forte (tutte le sere dalle 18 alle 23, sabato e domenica anche dalle 11 alle 15), ed eventi con due filoni particolari: musica tutti i giorni e sport inclusivo, al quale verrà dedicata l’intera giornata di domenica 22.
Teatro, invece, per l’evento inaugurale (venerdì alle 18): lo spettacolo di DanceAbility Linfa vitale allo Studio Teologico. L’obiettivo è stimolare, attraverso il divertimento, una riflessione sul tema dell’inclusione: se lo scorso anno, infatti, lo slogan era Im-perfezioni di qualità, quest’anno accompagna l’evento Creatori di speranza, che è anche l’invito con cui l’Opera della Provvidenza accoglie i pellegrini che la visitano in questo 2025, in quanto luogo giubilare diocesano. Fare e promuovere l’inclusione significa accogliere e rispettare le fragilità di ciascuno, aiutandolo a costruire e portare avanti il proprio progetto di vita: questo è lo “stile OPSA” che sarà portato e presentato in diverse forme nei quattro giorni in Prato, e che trova anche visualizzazione nelle illustrazioni originali di Alberto Marescotti che accompagnano le grafiche ufficiali. Anche quest’anno OPSA in Prato fa parte delle iniziative del Giugno Antoniano.
Spiega don Roberto Ravazzolo, direttore generale OPSA: «In Prato della Valle, in modo leggero, vogliamo accendere i riflettori sul tanto bene che opera a favore delle persone fragili e dei loro familiari, grazie al lavoro quotidiano di una moltitudine di enti e istituzioni. L’andare in piazza non è ricerca di visibilità o di riconoscimenti: si tratta piuttosto di affermare la valenza politica del lavoro sociale. Infatti, quanto ogni giorno viene fatto da educatori, operatori sociosanitari, infermieri, medici, ecc., non è “solo” un’attività di assistenza. Per migliorare le condizioni di vita dei soggetti più fragili e contribuire al benessere collettivo, famiglie e operatori non possono essere lasciati da soli ad affrontare e contestare le ingiustizie, da un lato, e a sostenere le politiche che migliorano la qualità della vita dall’altro. C’è bisogno della partecipazione di tutti».
Info dettagliate e intero programma sul sito www.operadellaprovvidenza.it e sui canali social @opsapadova.